SCELTE DI OGGI, LIBERTA' DI DOMANI.
Data pubblicazione: 07 settembre 2026
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I BLOG DI ROBERTA SICILIANO - Consulente Fineco
MA I SOLDI SUL CONTO, SONO DAVVERO AL SICURO?
C’è una frase che, in tanti anni di lavoro, ho sentito centinaia di volte:
“Preferisco lasciare i soldi sul conto. Almeno non rischio.”
È una posizione che comprendo molto bene.
La liquidità serve. Serve per gli imprevisti, per le spese che sappiamo di dover affrontare, per non sentirci costretti a disinvestire nel momento sbagliato.
Quindi no: non credo affatto che ogni euro debba essere investito.
Il problema nasce quando sul conto rimangono somme importanti senza una vera ragione, magari per anni.
A quel punto la domanda cambia.
Non è più:
“Quanto devo investire?”
ma:
“Quanto mi serve davvero tenere disponibile?”
Sono due cose molto diverse.
Quando incontro un cliente, il primo lavoro che faccio non è scegliere un fondo.
È capire.
Capire quali somme possono servire nel breve periodo, quali hanno un orizzonte più lungo, quali devono garantire tranquillità e quali invece possono essere destinate a un progetto futuro.
Perché 30.000 euro che possono servire tra sei mesi non devono essere trattati come 30.000 euro che non serviranno per dieci anni.
Sembra ovvio.
Eppure è proprio qui che spesso nasce l’errore.
Il rischio che non vediamo.
Sul conto il capitale non oscilla e questo dà una grande sensazione di sicurezza.
Ma esiste anche un rischio meno evidente: il tempo.
Se il costo della vita cresce, la stessa somma, dopo molti anni, può avere un potere d’acquisto inferiore.
Non lo vediamo nell’estratto conto.Il numero è sempre quello.
Ma ciò che quel numero ci permette di comprare può cambiare.
Ed è per questo che considero sbagliati entrambi gli estremi.
Tenere tutto fermo per paura non è necessariamente prudenza.
Ma nemmeno investire tutto alla ricerca del rendimento lo è.
La prudenza, secondo me, sta nel mezzo.
Una buona pianificazione dovrebbe dividere il patrimonio in base alla sua funzione.
Una parte deve essere disponibile.
Una parte può essere destinata agli obiettivi di medio periodo.
Una parte può lavorare per il futuro.
E soprattutto non è necessario fare tutto in un giorno.
Si può iniziare gradualmente, osservare, correggere, modificare la strategia quando cambiano la vita, il reddito o gli obiettivi.
Questa è una cosa che negli anni ho imparato a considerare fondamentale: un buon piano finanziario non è immobile. Deve accompagnare la persona.
La mia conclusione
Dopo oltre trent’anni nel settore finanziario, sono sempre meno interessata a trovare “il prodotto del momento” e sempre più interessata a capire che cosa deve fare il denaro per quella persona.
Prima vengono la famiglia, il lavoro, i progetti, le preoccupazioni, il tempo disponibile.
Poi vengono gli strumenti.
Per questo, quando qualcuno mi dice:
“I miei soldi sono sul conto perché così sono al sicuro”
non rispondo mai che sta sbagliando.
Gli faccio semplicemente un’altra domanda:
“Sei sicuro che tutti quei soldi ti serviranno lì?”
Perché a volte la scelta giusta è investire.
A volte è aspettare.
A volte è lasciare una parte sul conto.
Ma la differenza tra una scelta e l’inerzia è una sola:
sapere perché la stiamo facendo.
Roberta Siciliano
Personal Financial Advisor Fineco
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